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Predappio
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mwiqPredappio (mwigLa Pré o mwiwDvìa in mwjaromagnolocite-ref-5[5]) è un mwkqcomune italiano di mwkg6 362 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlwprovincia di Forlì-Cesena in mwmaEmilia-Romagna.

Il centro storico si sviluppa attorno al castello medievale. Subì interventi urbanistici durante il mwmgperiodo fascista, che modificarono in parte la struttura urbana: il centro cittadino è identificato principalmente in Predappio Nuova, sviluppatasi in epoca moderna in corrispondenza dell'allora località di Dovìa, distinto da mwmwPredappio Alta, che conserva l’impianto medievale.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Cucina
Strade
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il comune si sviluppa lungo la valle del torrente mwoaRabbi ed è caratterizzato da un paesaggio collinare alle propaggini dell’mwoqAppennino forlivese, con quote che variano dai fondovalle fino a zone più elevate tra le colline interne.

Clima

| PREDAPPIO | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| PREDAPPIO | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 6 | 9 | 13 | 17 | 22 | 27 | 29 | 29 | 25 | 19 | 11 | 7 | 7,3 | 17,3 | 28,3 | 18,3 | 17,8 |
| T. min. media ( °C ) | 1 | 3 | 6 | 10 | 14 | 18 | 20 | 20 | 17 | 12 | 6 | 2 | 2 | 10 | 19,3 | 11,7 | 10,8 |
| Precipitazioni ( mm ) | 40 | 38 | 51 | 54 | 48 | 54 | 41 | 59 | 62 | 60 | 68 | 59 | 137 | 153 | 154 | 190 | 634 |

Origine del nome

La probabile etimologia del mwpgtoponimo deriva da mwpwprè (pietra, in dialetto) mwqad'Appia, con riferimento alla pietra gialla su cui venne eretto il castello di Predappio alta, nonché a mwqqGiovanni d'Appia, il castellano inviato dal Papa per contrastare i sostenitori ghibellini.cite-ref-6[6].

Fino ai primi anni venti del mwrwNovecento, Predappio era un paese di modeste dimensioni che sorgeva sulle colline dell'mwsaAppennino forlivese, cresciuto attorno al castello medioevale. Lungo la valle, a circa 2mwsq km, vi era la località nota con il nome di mwsgDovìa (probabile toponimo romano, mwswDuo Viae), che verso la seconda metà dell'mwtaOttocento era costituita da poche case sparse di contadini, mezzadri e qualche artigiano. Unici centri di aggregazione della località erano una scuola e l'osteria, quest'ultima ancora esistente. Con la creazione del nuovo abitato secondo i progetti architettonici del mwtqregime fascista, che prendeva il nome di mwtgPredappio Nuova, Dovia ne veniva inglobata e spariva, mentre con Predappio si continuava ad indicare il vecchio abitato sulle colline. Con il passare degli anni, i nomi dei due abitati vennero cambiati: si cominciò a chiamare Predappio solamente la Predappio Nuova (nel frattempo aumentata in termini di popolazione e di importanza), e a chiamare Predappio Alta il borgo antico, sulle colline, (mwtwla Pré in romagnolo). Sino al mwua1927, mwuqPredappio Alta era capoluogo ma dopo il 1927, con il podestà mwugPietro Baccanelli, esso fu spostato nella frazione Dovìa ed è l'attuale Predappio capoluogo (talvolta denominata Predappio Bassa).

Storia

Antichità

Nella frazione di Fiumana rinvenimenti archeologici attestano la presenza di insediamenti umani fin dall'età del bronzo e, di epoca romana, rimangono i resti di una villa scoperta nel mwvg1960 da Bernad Montanari. Probabilmente l'edificio appartenne a ricchi possidenti terrieri e rimase abitato dal I al IV secolo d.C.

Medioevo

Nel mwwg1045 si ha la prima notizia di un monastero benedettino a Fiumana e, del mwww1068, se ne conosce anche il nome dell'abate: Ego Bonizio. Il monastero assume sempre maggiore importanza, per decadere però verso il XV secolo.

Nel 1304 fu posseduta da mwxqMarchese degli Argugliosi.

Nel giugno del mwxw1424 le truppe di mwyaPandolfo III cingono d'assedio il castello di Fiumana che in breve capitola. Nel mwyq1434 mwygAntonio Ordelaffi riceve da mwywpapa Eugenio IV il riconoscimento della signoria forlivese ricevendo in possesso anche i territori di Fiumana.

Età moderna e contemporanea

L'Ottocento

Durante l'Ottocento Predappio seguì il resto della mwzwRomagna, venendo annessa prima al mwaaRegno di Sardegna nel mwaq1859 e confluendo poi, nel mwag1861, nel mwawRegno d'Italia.

Predappio è ancora oggi nota in quanto il 29 luglio mwbq1883 vi nacque, nella frazione di Dovìa, mwbgBenito Mussolini, futuro politico e dittatore del mwbwRegno d'Italia.

La fondazione di Predappio Nuova

La creazione di Predappio Nuova si inquadra nella volontà di Mussolini di dare grandiosità ai propri luoghi d'origine, sia la località in cui era nato sia la sua provincia (che nel mweg1923 ingrandì assegnandole numerosi comuni appenninici togliendoli alla provincia di Firenze, e ne esaltò il capoluogo mwewForlì con grandiosi interventi urbanistici). Una frana avvenuta nell'inverno a cavallo fra il mwfa1923 ed il mwfq1924 venne presa come giustificazione per lo spostamento dell'abitato di Predappio dalla sua posizione collinare nel fondovalle. Per la realizzazione del nuovo centro abitato si scelse la località di Dovìa, località che aveva dato i natali al dittatore mwfgBenito Mussolini, che inoltre era collocata sulla strada provinciale che congiungeva Forlì a mwfwPremilcuore.

Il 30 agosto mwgq1925, accompagnato dal sottosegretario all'economia mwggItalo Balbo, giunse in Romagna il segretario del partito fascista mwgwRoberto Farinacci, con il mandato di fondare Predappio Nuova. Il momento culminante della visita furono l'inaugurazione di una targa celebrativa in bronzo sulla facciata della casa natale di Mussolini e la posa della prima pietra sia delle case popolari sia della chiesa di mwhaSanta Rosa da Lima (con annessi oggi un oratorio e un asilo) che diverrà poi nota per la celebre mwhqMadonna del fascio.

Sebbene non si fosse presentato alla cerimonia di inaugurazione della fondazione di Predappio Nuova, il duce non si terrà a lungo lontano dai cantieri. Nel maggio del mwhw1926, vi si recò per valutare lo stato dei lavori. Fu durante tale visita che lo stesso Mussolini visitò la propria casa natia, ordinando la rimozione della lapide di bronzo che l'anno prima Farinacci aveva fatto apporre, in quanto contrastava con l'intenzione che Mussolini aveva di mantenere nelle condizioni più umili possibili i propri luoghi dell'infanzia.

Da Predappio a Predappio Nuova

Il 17 febbraio mwjg1927 venne promulgato un mwjwregio decreto legge con il quale si stabiliva il trasloco della sede municipale da Predappio (quella che attualmente è chiamata Predappio Alta) al nuovo centro abitato denominato Predappio Nuova. Il nuovo comune dal mwka1925 veniva ampliato annettendogli il territorio del comune soppresso di mwkqFiumana, paese che sorge a 5mwkg km sulle rive del mwkwfiume Rabbi, lungo la strada statale che unisce Forlì a Predappio.

Resistenza e liberazione dal nazifascismo

Nei pressi di Predappio il 23 maggio 1944, i partigiani della mwlgBanda Corbari, mwlwSilvio Corbari, mwmaIris Versari e Otello Sisi, dopo una finta trattativa di resa, in viaggio su un automobile con a bordo il comandante della Gnr Gustavo Marabini, scortata da un autocarro fascista a distanza, giustiziarono Gustavo Marabini noto nel Forlivese e in tutta la regione considerato pericoloso e inafferrabile, con un'arma probabilmente nascosta negli indumenti intimi di mwmqIris Versari.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]

All’alba del 10 giugno 1944 la 2ª e la 3ª compagnia del battaglione Gnr Venezia Giulia effettuarono un rastrellamento alla ricerca di partigiani e renitenti nella zona di Predappio, Poggio, Santa Marina, Porcentico, Tontola, Monte Buffolino, Monte Selcio su ordine del comando provinciale Gnr. Sergio Versari fu fermato dai militi al podere Ribianco dove era stato assunto per il taglio del fieno da Giuseppe Chiadini. Il tenente che comandava il reparto gli chiese a quale classe appartenesse e poi ordinò ad un milite di farlo allontanare di qualche passo; mentre Versari di spostava il milite gli sparò e lo uccise. Paolo Milanesi fu fermato dai militi mentre si recava al lavoro al podere Ribianco a Santa Marina di Predappio. Metella Garbassini che si trovava con lui, interrogata dai carabinieri l’11 giugno 1944, dichiarò che Milanesi mostrò immediatamente ai militi i suoi documenti da cui risultava che era rivedibile per la leva, ma i militi lo trattennero e poco dopo lo uccisero. Furti nelle abitazioni perquisite alla ricerca di partigiani ai danni di Giuseppe Chiadini, Sante Chiadini e Giulio Costa. I militi fermarono e controllarono i documenti e la classe di leva anche di altri uomini che lavoravano in zona tra cui Augusto Lotti e Albini, i quali vennero rilasciati.cite-ref-10[10]cite-ref-adler-raffaelli-1945-p-98-11-0[11]

A Predappio la liberazione avvenne il 28 settembre 1944. I fascisti della Brigata Nera erano già scappati alla fine di settembre, gli Alleati provenienti da mwsaGaleata avevano attraversato il crinale e raggiunto San Zeno. Il 23 ottobre un distaccamento partigiano proveniente da Monte Grosso aveva raggiunto Porcentico, la prima frazione del Comune di Predappio ad essere liberata. Il giorno successivo i soldati del Corpo d’Armata Polacco, unitamente ai partigiani del IV battaglione dell’mwsq8ª Brigata Garibaldi liberarono Santa Marina e Tontola, da qui una parte puntò verso monte Belvedere e Monte Mirabello dove, dopo un violento scontro, furono momentaneamente fermati. Il giorno 25 i soldati Alleati raggiunsero San Savino che si trova ad un tiro di schioppo da Predappio. Il grosso del IV battaglione partigiano al comando di mwsgTom Rodolfo Collinelli si posizionò a Monte Maggiore, mentre un distaccamento di circa trenta uomini al comando di Giuseppe Ferlini entrò nottetempo in Predappio. I tedeschi nel frattempo si erano ritirati nella parte nord del paese nella zona Taglio di Fiume e nelle alture circostanti. Il 26 ottobre i soldati alleati cominciarono ad entrare dalla parte opposta del paese, mente Ferlini, alle prime luci dell’alba, coi suoi partigiani raggiunse i tunnel dello stabilimento Caproni dove si era rifugiata la gran parte della popolazione.cite-ref-adler-raffaelli-1945-p-98-11-1[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13]

GIUSEPPE FERLINI, nato a Predappio, il 12.12.1910, di professione calzolaio, dal 27.09.1943 al 30.04.1944 è comandante di un distaccamento autonomo del gruppo Brigate di Romagna, dal 01.05.1944 al 30.11.1944 è vicecommissario politico del 4° battagl. dell'mwwa8.a Brigata Partigiana Garibaldi. Nel dopoguerra sarà sindaco di Predappio per il PCI.cite-ref-14[14]cite-ref-15[15]

GIUSEPPE CASTELLUCCI, nato a mwygGaleata il 19.10.1916, colono, dal 01.11.1943 al 19.10.1944 è partigiano e poi comandante del 2.° distaccamento 4.° battgl. dell'mwyw8.a mwzaBrigata Partigiana Garibaldi. Fatto prigioniero da una pattuglia tedesca il 19.10.1944 al podere Casaccia sul Monte delle Forche, è fucilato a Villa Raggi nel comune di Predappio il 01.11.1944, dove è posta una lapide in ricordocite-ref-16[16]cite-ref-17[17].

Simboli

Al nuovo comune venne assegnato anche un nuovo stemma comunale, in modo tale che questo potesse sintetizzare la trasformazione in atto: concesso con mw1wregio decreto del 4 settembre 1927 e regie mw2alettere patenti del 15 dicembre 1927 aveva la seguente mw2qblasonatura ufficiale: «mw2gpartito semitroncato: nel 1º di mw2wrosso, al mw3afascio littorio d'mw3qoro; nel 2º d'mw3gazzurro, al mw3wcastello al naturale, mw4amerlato alla ghibellina, torricellato di tre pezzi, murato, aperto e finestrato di mw4qnero, terrazzato di mw4gverde; nel 3º d'azzurro, alla mw4wtorre al naturale, merlata alla ghibellina, aperta e murata di nero, terrazzata di verde».cite-ref-aralciv-18-0[18] Lo stemma riuniva l'emblema del mw6afascismo (inserito su iniziativa del locale mw6qConsiglio comunale) con gli stemmi precedentemente portati dai Comuni di Predappio (secondo punto del partito semitroncato) e di Fiumana (terzo punto).cite-ref-aralciv-18-1[18]

Nel secondo dopoguerra, dopo la mw7wcaduta del fascismo, si rese necessario sostituire il fascio e al suo posto fu inserito un grappolo di uva, principale coltura locale, specie nella varietà mw8aSangiovese, che essendo mw8qmw8gal naturale portò a cambiare lo smalto della prima partizione da rosso ad mw8wargento.cite-ref-aralciv-18-2[18] Il nuovo stemma, concesso con mw-adecreto del Presidente della Repubblica del 25 giugno 1953cite-ref-19[19], ha quindi la seguente blasonatura:

«Partito semitroncato: nel 1º di argento, al

grappolo d'uva

; nel 2º d'azzurro, al castello al naturale, merlato alla ghibellina, torricellato di tre pezzi, murato, aperto e finestrato di nero, terrazzato di verde; nel 3º d'azzurro, alla torre al naturale, merlata alla ghibellina, aperto e murata di nero, terrazzata di verde. Ornamenti esteriori da Comune.

»

Dal 2006, con la concessione del titolo di Città, la mwaqmcorona muraria da Comune – d'argento, murata di nero, con 3 mwaqqpusterle visibili – è stata sostituita da quella d'oro con 5 pusterle visibili, corrispondente al titolo.cite-ref-aralciv-18-4[18]

Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Onorificenze

Titolo di Città

«Decreto del Presidente della Repubblica»


18 luglio 2006

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa di Sant'Agostino in Rocca d'Elmici

È di particolare interesse la mwatychiesa di Sant'Agostino in Rocca d'Elmici in stile romanico. Chiesa ad un'unica navata che conserva al suo interno diversi affreschi in non perfetto stato di conservazione raffiguranti la storia della chiesa stessa. Tra questi possiamo trovarne uno raffigurante mwatcmwatgSan Gerolamo a capo scoperto e una mwatkMadonna con Bambino che si dice appartenga al "Giottesco Romagnolo".

Chiesa di San Cassiano in Pennino

Un altro edificio di grande valore storico-artistico è la chiesa di San Cassiano in Pennino risalente ai secoli mwat0X e mwat4XI. Ristrutturata diverse volte a causa dei danni causati da terremoti fu proclamata monumento nazionale nel mwat81934. Della chiesa originale restano ancora intatti solo abside, cripta e fondamenta.

Chiesa di Sant'Antonio di Padova

Altra chiesa di interesse artistico e mwauiquella dedicata a sant'Antonio di Padova. Fu mwaumBenito Mussolini che la fece erigere nel mwauq1931 dall'architetto mwauuCesare Bazzani. Inoltre affidò allo scultore mwauyMorbiducci il compito di ornarne il portale con 10 bassorilievi in bronzo.

Chiesa di Santa Maria Assunta

A Predappio Alta possiamo visitare la chiesa di mwaukSanta Maria Assunta di foggia ottocentesca.

Chiesa di San Martinino

Poco dopo aver superato il cimitero, a circa 1mwauw km dalla chiesa dedicata a sant'Antonio, sulle pendici delle colline in direzione di Castrocaro, in mezzo al bosco, si trova l'antica chiesa dedicata a san Martinino. Non molto si conosce di questo edificio, dalle semplici forme, le cui prime testimonianze risalgono al XV secolo. È attualmente sconsacrata.

Santuario della Beata Vergine della Maestà
Architetture civili

Ex Casa del Fascio

È probabilmente l'edificio più imponente e massiccio edificato nella Predappio di nuova fondazione. Sino dal mwaws1926 venne promossa la raccolta di fondi per l'edificazione dell'edificio, ma per vari motivi la costruzione fu rimandata fino agli anni trenta. Iniziato a partire dal mwaww1934, fu terminato ed inaugurato nel mwaw01937.

Sorge agli angoli delle due vie principali, è costruito in mattoni e travertino romano e presenta un'alta torre littoria munita di campana che rievoca le antiche torri medioevali. Oggi giace in stato di abbandono, ma è stato preso in considerazione dal Progetto Europeo mwaw8ATRIUM.

Casa Becker

Casa Becker è un edificio per abitazioni di sei appartamenti di tipo economico. Fu inizialmente progettata dai tecnici del mwaxyGenio Civile di Forlì, sebbene di seguito la struttura fu in parte revisionata da mwaxcFlorestano Di Fausto, a cui fu anche commissionato il disegno di tutta Predappio Nuova. La prima pietra fu posata nello stesso giorno di fondazione di Predappio Nuova, il 30 agosto mwaxg1925. Venne costruita anche grazie al contributo di lord William Becker, politico inglese simpatizzante del fascismo, da cui la casa trae nome. Fu il primo edificio dedicato alla pubblica residenza ad essere costruito nella nuova città per ospitare gli sfollati della frana del mwaxo1923 che aveva colpito il paese vecchio.

Il prospetto esterno dell'edificio era impostato su una serie di sette aperture nelle quali veniva alternato in successione il piccolo terrazzo della camera da letto del piano superiore con il portone di ingresso. Florestano di Fausto inserì il disegno a lunetta delle finestre del piano superiore, ammorbidendo le linee dell'edificio.

Edificio postelegrafonico

Il primo progetto venne presentato dal Genio civile il 5 maggio mwayi1925, presentando un secondo progetto il 16 dicembre dello stesso anno. Come molti degli edifici della nuova Predappio, il progetto fu rivisto profondamente dall'architetto e ingegnere mwaymFlorestano Di Fausto. Il progetto proposto dal genio prevedeva un grosso parallelepipedo lungo venti metri e profondo dieci articolato su due piani, destinati, quelli al piano terra, ad ospitare gli uffici, al superiore l'alloggio dell'impiegato statale, costituito da cinque camere, sala da pranzo, cucina e servizi. La parte centrale dell'edificio, larga dieci metri, sporge leggermente dal corpo dell'edificio. Di Fausto aggiungerà il portico a due arcate, rialzando, senza modificare l'altezza totale dell'edificio, il piano terra. Dai progetti originali di Fausto si notano anche due obelischi che dovevano ornare la facciata dell'edificio, ma che non furono mai posizionati. Le decorazioni furono invece affidate allo scultore bolognese mwayqUlderigo Conti.

Casa dei sanitari

La casa dei servizi sanitari è posta sulla piazza principale di Predappio, piazza Sant'Antonio, di fronte a mwazgPalazzo Varano. L'edificio venne proposto da Florestano di Fausto come seconda soluzione, perché originariamente l'architetto aveva proposto quell'area per l'edificazione di un cinema, di un teatro e di un portico con negozi e magazzini. L'idea successiva fu quella di costruire un ospedale vero e proprio, ma si ripiegò, per l'impossibilità di poter eseguire il progetto, su un edificio che potesse fungere da presidio sanitario. La sua edificazione cominciò nel mwazk1929 per poi essere terminata con l'inaugurazione del 29 luglio mwazo1931 da Mussolini stesso il quale, per stemperare il clima di tensione che si era generato dopo lo scioglimento dell'mwazsAzione Cattolica, colse quell'occasione per annunciare anche l'edificazione di una grande chiesa parrocchiale.

Il palazzo è in realtà un complesso di tre edifici: due, più piccoli, posti nel retro dell'edificio principale che invece si affaccia sulla piazza. Questo è suddiviso in tre piani: il piano terra ospitava la farmacia (ancora oggi presente), gli uffici dell'amministrazione, la casa del custode, l'abitazione dell'infermiere e del conducente dell'ambulanza. Il primo piano ospitava gli alloggi del farmacista e del medico, mentre all'ultimo piano si trovavano gli appartamenti dell'assistente, della levatrice e delle suore. Come tipico nella mentalità del tempo le stanze presentano soffitti altissimi, mentre i corridoi sono stretti e scarsamente illuminati.

Sul retro del palazzo, collegato da un passaggio coperto, c'era l'ambulatorio medico composto dall'ambulatorio vero e proprio, dalla sala nelle quali avvenivano le medicazioni e le camere di degenza riservate ai pazienti. Sul retro di questo edificio vi erano spazi dedicati al dispensario antitubercolare a loro volta suddivisi in altre aree: vi era la zona destinata alla raccolta di notizie e riviste scientifiche, l'area per le visite mediche, per esami radiologici e ricerche patologiche.

Ognuno dei tre edifici che costituisce il complesso del palazzo dei sanitari era dotato di cantine e piani interrati utilizzati come magazzini.

Caserma dei carabinieri

La caserma dei carabinieri fu una delle prime costruzioni ad essere edificate nella nuova Predappio, perché ritenuta necessaria per la sicurezza del nuovo centro abitato. L'edificio subì due diversi processi di costruzione a partire dal mwabg1925 e fino al mwabk1942.

Il progetto iniziale, redatto dai tecnici del Genio civile, consisteva in un semplice edificio a due piani: il piano inferiore era dedicato all'archivio ed erano presenti la cantina, i servizi e due camere di sicurezza, per uomini e donne. Al piano superiore invece si trovava l'alloggio del comandante costituito da due camere da letto, cucina, studio e sala da pranzo. Le due stanze rimanenti erano dedicate agli altri cinque carabinieri previsti. La facciata impostata dal Genio era sviluppata su sette aperture con due ingressi posti simmetricamente ai lati dell'edificio.

Florestano di Fausto intervenne sul progetto, già in fase di costruzione, apportando solo piccole modifiche al disegno iniziale che riguardavano esclusivamente il disegno delle linee esterne. Aggiungendo un bugnato che ricopriva tutto il primo piano della caserma, venivano così accentuati gli spigoli della facciata, venivano incorniciate le finestre e offrivano un appoggio per le tettoie dell'ingresso.

L'edificio rimase tale fino al mwadk1934, quando ne fu decisa una revisione. In quell'anno, per poter sopperire alle nuove esigenze dell'abitato (Predappio stava crescendo in popolazione ed era meta di continui pellegrinaggi), e per poter venire incontro al necessario aumento di organico, fu deciso, seguendo il progetto originale di Fausto, un ampliamento della caserma con sopraelevazione di un piano.

Nel mwads1937 però fu deciso un ulteriore e ben più importante rifacimento, il cui progetto fu affidato all'ingegnere mwadwArnaldo Fuzzi il quale, pur impostandone le linee generali, non riuscì a portarlo a termine dovendo partire per l'mwad0Africa Orientale Italiana, cedendo i propri lavori al Genio che li portò a termine. L'ampliamento previsto da Fuzzi stravolse totalmente l'architettura della caserma. L'edificio venne avvolto da una struttura semicircolare che, costruita in muratura di laterizio a vista e travertino, va a creare una piccola corte interna. Ai lati della facciata vennero invece eretti due corpi cilindrici che delimitano un portico stilizzato.

La ricostruzione aveva così permesso l'ampliamento dell'edificio, monumentalizzandone l'aspetto e fornendo nuovi spazi per l'autorimessa, per una biblioteca e per ulteriori camerate, stravolgendo però l'aspetto rurale che di Fausto aveva voluto attribuire alla propria Predappio ideale degli anni venti.

Mercato dei viveri

È lo slargo, collocato nel cuore della città, destinato ad accogliere, secondo i progetti iniziali, le attività commerciali ed il mercato del paese.

Il mercato dei viveri sorge lungo la via principale, ai piedi del poggio sul quale è presente la casa natale di Mussolini. È sostanzialmente un'mwaeyesedra porticata costituita da 12 arcate che circoscrivono lo spazio semicircolare del mercato. Ogni arcata delimita all'esterno uno spazio interno a forma di trapezio delimitato sugli altri lati da arcate in laterizio a vista, mentre la serie di archi perimetrali è cieca ed accoglie al suo interno una panca in pietra.

Il semicircolo dell'arcata è divisa in due sezioni da un corridoio centrale dal quale dipartivano, un tempo, un'imponente scalinata che portava alla casa natale di Mussolini e da un monumentale mwaegtiburio, in seguito rimossi per volontà dello stesso Mussolini. La grande scalinata, a quattro rampe, aveva la funzione di colmare il dislivello tra il piano del mercato ed il poggio posto più in alto, creando una coreografia solenne. La salita è invece oggi occupata da uno spazio verde nel quale crescono numerosi alberi attraverso il quale si svolge un piccolo sentiero che arriva alla casa.

La soluzione architettonica per colmare il dislivello tra il piano della strada ed il poggio fu ideata da Florestano di Fausto, il quale inizialmente aveva progettato uno spazio di forma rettangolare. L'idea però che la piazza principale dovesse diventare l'area ai piedi di mwaeoPalazzo Varano, rendono il mercato dei viveri un'area più simile a uno slargo e una pausa del corso principale del paese che non una piazza vera e propria.

Palazzo Varano

Palazzo Varano è l'edificio dove attualmente risiede la sede del comune di Predappio.

Il palazzo comunale sorge in piazza Sant'Antonio, a lato dell'omonima chiesa, in posizione sopraelevata e dominante rispetto al paese e circondato da un ampio giardino che funge da parco comunale.

L'aspetto che il palazzo aveva prima dei lavori per la fondazione del paese era completamente diverso da quello che mostra attualmente. Si trattava di un palazzo squadrato, costruito in pietra spugnone, senza alcuna decorazione, la cui origine è sempre rimasta oscura, forse da un antico toponimo romano o dalla famiglia contadina Varena. Con certezza si sa solo che ha ospitato diverse famiglie di Predappio, fino ad ospitare la locale scuola elementare e fornire un alloggio all'insegnante. Vi insegnò Rosa Maltoni e per circa 20 anni fu residenza dei Mussolini.

Con la fondazione del nuovo paese, l'architetto Florestano di Fausto nel mwagi1926 lo ristrutturò completamente, aggiungendovi stucchi, decorazioni e una torretta che ospita un orologio e una campana.

Cripta Mussolini

La cripta Mussolini, costruita nel cimitero di San Cassiano, è il luogo di sepoltura di molti componenti della famiglia Mussolini.

Architetture militari

Castello di Predappio Alta

A Predappio Alta potremmo ammirare quello che rimane dell'antico castello medievale, rinforzato nel mwaho1471 ma presente già dal mwahs1283, attorno a cui è sorto il borgo.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-21[21]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di 616cite-ref-22[22] persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mwaisRomania 158
• mwai0Macedonia del Nord 105
• mwai8Marocco 95
• mwajeCina 50
• mwajmPolonia 45
• mwajuBulgaria 26
• mwajcAlbania 25

Cultura

Istruzione

Ricerca

Il Progetto Ciclope, dall'mwajwacronimo in mwaj0lingua inglese mwaj4Centre for International Cooperation in Long Pipe Experiment è un progetto che ha preso vita nel mwaj82000 ed ha come obiettivo lo studio delle turbolenze nei fluidi. Il progetto, finanziato con fondi della mwakaComunità Europea, dall'mwakeUniversità di Bologna e da numerosi enti locali, verrà ospitato nelle strutture delle gallerie della mwakiCaproni, la vecchia azienda che costruì e riutilizzò parte delle gallerie durante gli anni '30 per la produzione di aeromobili.cite-ref-23[23]

La lunghezza delle gallerie scavate all'interno delle colline permetteranno di fornire gli spazi necessari per lo studio della mwakgfluidodinamica, in particolare permetterà l'approfondimento delle conoscenze relative ad un alto mwakkNumero di Reynolds.

Cucina

La località è famosa per il mwakwSangiovese, vino tipico delle aree romagnole prodotto dall'omonimo vitigno che nelle colline intorno trova la propria area d'elezione. Numerose sono le aziende che operano nel campo vitivinicolo e che hanno portato alla produzione di un vino di alta qualità.

Nell'area di Predappio vengono prodotti alcuni formaggi, sia freschi che stagionati, di buona qualità. In particolare si sta affermando la produzione di un formaggio con un particolare metodo di stagionatura: le forme vengono lasciate riposare nelle solfatare (grotte dove, fin dall'antichità, veniva estratto lo mwak4zolfo) dove le particolari condizioni, di umidità e temperatura, e la presenza dello zolfo, conferiscono sapori e fragranze particolari.

Geografia antropica

Frazioni

Le frazioni e località di Predappio sono: mwaliFiumana, San Cristoforo, Fiordinano, Riggiano, mwalmPredappio Alta, mwalqCalboli, Colmano, Marsignano, Massera, San Cassiano in Pennino, San Savino, Sant'Agostino, Santa Lucia, Santa Marina in Particeto, Porcentico, Tontola, Trivella, mwaluMontemaggiore di Predappio, Monte Mirabello, Monte Colombo.

Monsignano

La frazione di Monsignano, o Marsignano, è nota per l'antica esistenza di un santuario dedicato a mwalgGiove, ma anche a mwalkGiunone ed alle mwaloParche: si trattava di un luogo molto frequentato. Da qui proviene, ad esempio, il cippo con la dedica a Giove mwalsVector, oggi conservato nel Museo archeologico di Forlì: il cippo costituisce "la più antica testimonianza della scrittura [...] nel Forlivese"cite-ref-24[24]. Sempre da Marsignano e sempre conservati al Museo archeologico di Forlì provengono anche il cippo dedicato a Giove mwamaObsequens e quello dedicato a Giunone mwameRegina.

Castelli

Castello di Predappio Alta

Sorge nell'attuale frazione di mwamoPredappio Alta che, fino allo spostamento della sede comunale nel 1923, costituiva il capoluogo del comune. Il castello costituisce il nucleo attorno al quale si è sviluppato l'attuale borgo. È sostanzialmente in buone condizioni, ha subito pochi rimaneggiamenti nel corso dei secoli e costituiva un presidio strategico a controllo della valle.

Considerata fino a non molto tempo addietro come fortezza costruita da mwamwGiovanni d'Appia, dopo essersi rifugiato a seguito della sconfitta subita nella battaglia contro Forlì, entrò negli obiettivi dei mwam0Calboli e degli mwam4Ordelaffi, decisi a conquistarla per controllare la vallata del Rabbi. Ricordata dall'Anglico nella propria descrizione del mwam81371, la rocca venne donata da Francesco Calboli alla repubblica fiorentina che le concesse di fregiarsi del titolo di comune. Nel mwana1434 la rocca fu modificata per adeguarla ai nuovi criteri bellici.

Castello di Fiumana

Era localizzato nell'attuale frazione di mwancFiumana. Viene ricordato come mwangCastrum Flumane e fu assediato e poi distrutto dai fiorentini nel mwank1201 e, ricostruito, ancora preso ed atterrato nel mwano1235. Riedificato, rimase in mano ai forlivesi fino al mwans1253, passando poi come feudo diretto degli mwanwOrdelaffi fino al mwan01359 quando fu preso dal mwan4cardinale mwan8Egidio Albornoz. Divenne feudo di Firenze e poi dei mwaoaVisconti. Nel mwaoe1501 veniva conquistato da mwaoiCesare Borgia per poi passare, tre anni dopo, alla Santa Sede.

Il castello sorgeva nei pressi dell'antica abbazia di Fiumana su un rilievo delimitato da un'ansa del fiume Rabbi. Con i secoli il castello andò in rovina e nel Novecento, per la costruzione dell'attuale asilo, andò persa qualsiasi traccia della rocca.

Rocca di Calboli

Il castello, uno dei feudi più importanti della famiglia mwaoyCalboli, sorge nell'attuale frazione di mwaocCalboli. Se ne ha una prima attestazione nel mwaog909, il castrum Calboli, appartenente alla omonima famiglia ed in loro possesso fino al mwaok1278 anno durante il quale fu a loro confermato da mwaooOttone III. Nello stesso anno fu distrutto da Guido da Montefeltro.

Resti evidenti del castello sono evidenti nei pressi della chiesa di Calboli. Le attività agricole, la mancata manutenzione e i lavori di rimboschimento stanno facendo diroccare le rovine del castello.

Rocca d'Elmici

Localizzato a nord-ovest di Predappio, da Forlì in direzione di Premilcuore, sulla destra poco prima di entrare a Predappio. Se ne ha notizia come mwapmCastrum Elmizie, mwapqRocha Elmicis, mwapuRocche de Ermizia o anche mwapyRocca de' Mici, sin dal mwapc900, anno in cui era feudo dei Calboli. Nel mwapg970 era proprietà di Ugone di Sasso, quindi di Simone di Particeto che nel mwapk1180 lo donava all'abbazia dell'Isola. da questa nel mwapo1191 passò al monastero di Santa Maria di Porto al quale fu tolto nel mwaps1236 dai fiorentini che lo incendiarono. Quattro anni più tardi ritornava in possesso della chiesa ravennate ma, nel mwapw1298 rientra in mano ai Calboli ai quali fu sottratto nel mwap01304 dagli Ordelaffi dopo un lungo assedio.

Nel mwap81348 il mwaqacastrum Rocche Elmici apparteneva a mwaqeJohanni condam Nicoluccii de Calbulo de civitate Forlivii che lo perdette nel mwaqi1359 all'arrivo di Albornoz per conto della santa Sede che nel mwaqm1411 lo infeudò a favore di Cervatto sassoni di Cesena. Nel mwaqq1433 fu conquistato da mwaquAntonio Ordelaffi che nel mwaqy1471 lo fortificò trasformandolo in rocca. Tornato di nuovo alla Santa Sede, divenne proprietà di Forlì nel mwaqc1535.

Del castello rimangono poche tracce rinvenibili nell'attuale ed adiacente casa colonica. Invece della rocca rimangono numerosi ruderi, lasciati in stato di abbandono. Si notano parte della cinta muraria, vani seminterrati, un camminamento sotterraneo e gli avanzi del mastio.

Griggiano

Riportato come mwaqsGriziano, mwaqwGriggiano e poimwaq0 Triggiano, era localizzato presso sud-ovest di Predappio Alta. Se ne ha una prima attestazione nel mwaq41180 con il nome di mwaq8castrum Grizani ed apparteneva a Simone di Particeto che ne fece dono alla chiesa ravennate cui Federico Barbarossa, 5 anni dopo, lo confermava: mwaraquidquid possident in castro Grezani. Nel mware1243 era però possesso della chiesa forlimpopolese e da quel momento se ne perde traccia.

Attualmente in località Triggiano si trova un casale disabitato che sorge su uno sperone roccioso presso il Rio di Predappio. Del castello restano tracce di fondamenta e brevi tratti della cinta muraria.

Loreta

Il castello di Loreta o Loreda era localizzato ad ovest della frazione di Fiumana. Se ne ha una prima traccia, con il nome di mwarucastrum Laurete, nel mwary1169 quando, soggetto ai forlivesi, viene a questi strappato ed incendiato dai faentini. Ricostruito dai forlivesi, il castello diviene possesso di Ubaldo Di Loreta il quale, nel mwarc1236, lo dovette cedere ai faentini che lo stavano assediando. Distrutto e ricostruito, nove anni più tardi fu per la terza ed ultima volta distrutto da un assalto dei faentini.

Il castello sorgeva dove attualmente si trova una casa colonica che prende il nome di Loreda. Le uniche tracce rimaste sono resti delle fondamenta e sezioni di cinta muraria.

Castello di Marsignano

Sorgeva nell'attuale piccola frazione di Marsignano, a nord-ovest di Predappio Alta, in direzione di Castrocaro. Viene menzionato come mwarsMarsignano o mwarwMonsignano. Poche sono le tracce e le attestazioni di questo castello: due pergamene, una del mwar01216 e l'altra del mwar41301 lo chiamano mwar8Castrum Monsignani o mwasaCastrum Mausignani e lo descrivono sempre come soggetto ai conti Guidi di Dovadola. Nel mwase1371 Anglico di Grimoard censisce la zona come mwasivilla, ovvero come centro privo di fortificazioni. Il castello doveva perciò essere stato distrutto e rimanevano solo case sparse di agricoltori ed allevatori non protetti da alcuna fortificazione.

Il castello sorgeva nei pressi dell'attuale chiesa di Marsignano e della casa colonica. Praticamente tutti i resti sono stati spazzati via dai lavori agricoli.

Castello di Monte Maggiore

Si ha la notizia del castello di Monte Maggiore, posto ad ovest di Predappio, a metà strada con Castrocaro, nella frazione attualmente chiamata mwasyMontemaggiore. La prima menzione, del mwasc1055 lo riporta come mwasgCastrum Montis Majoris ed apparteneva alla chiesa ravennate. Dopo essere stato infeudato nel mwask1429 a Giovanni Lerri di Forlì, se ne perde traccia.

Il castello sorgeva nell'attuale frazione di Montemaggiore sul poggio chiamato Monte Banderuola, alle sorgenti del Rio Brasina. Passato in disuso, deve essere finito in stato di abbandono e rovina. I lavori agricoli con il passare del tempo ne hanno disperso le tracce.

Castello di Monte Vecchio

Era localizzato nella località attualmente chiamata mwas0Montevecchio, ad ovest dell'altra località nominata mwas4Bagno. Se ne hanno poche notizie; le prime, risalenti al mwas81192: mwataCastrum Montis Vecchii cum curte et omnibus appenditjis suis era una dipendenza della chiesa forlivese. La seconda, del mwate1371, nella descrizione fornita da Anglico de Grimoard.

Ne rimangono pochi resti presso la casa colonica che prende il nome di Montevecchio, mentre sul poggio sovrastante restano scarne tracce delle fondamenta.

Castello di Particeto

Ricordato come mwatuParticeta o mwatyParticeto, sorgeva a nord della piccola frazione di Santa Marina in Particeto. Menzionato nel mwatc1240 come mwatgCastrum Partesete, era soggetto a Ugone di Sasso. Ricordato anche come mwatkPartexede, nel mwato1276 era dominio del comune di Forlì finché si ribellò per sottomettersi alla chiesa ravennate. Nel mwats1347 apparteneva all'abbazia di Santa Maria di Porto alla quale lo tolse Giovanni Calboli. Nel mwatw1371, da quanto riportato da Anglico de Grimoard nella sua descrizione, era dipendenza dei conti Guidi di Dovadola: mwat0Castrum Partisete est in quadam costa super Flumine Raibor. Habet roccham et turrim fortissimam, quod custioditur per comitem Franciscum de Dovadula. A Francesco guidi subentrò Francesco Calboli il quale morì nel mwat41382 donandolo, per non farlo cadere in mano alla ghibellina Forlì, al comune di Firenze. Tornato in mano dei Guidi, a loro rimase fino al mwat81407 quando cadde in mano fiorentina. Nel mwaua1440 venne espugnato dai Malatesta di Giaggiolo e nel mwaue1471 raso al suolo dai fiorentini.

Il castello sorgeva sul poggio che sovrasta l'attuale casa colonica chiamata Particeto. Rimangono visibilili fondamenta, tracce della cortina difensiva ed un vano interrato.

Castello di Petrignano

Si trovava nell'attuale località di Petrignano, a nord-est della frazione di Marsignano lungo la strada che giunge a mwauuSan Lorenzo in Noceto.

Lo si trova nominato con il nome di mwaucCastrum Petrignani quale feudo di Ubaldo di Petrignano il quale lo perse nel mwaug1168 per opera dei fentini. Passò nel mwauk1272 alla chiesa forlivese che riuscì a tenerlo fino al mwauo1292 quando Riniero Calboli lo conquistò perdendolo nel mwaus1313 per mano di Forlì. Nel mwauw1371 Anglico di Grimoard lo nomina come possedimento di Francesco di Calboli:mwau0 Castrum Pedrignani in quadam collina, confinat cum Castrocario, Roccha Elmizi et Comitu Forlivii, tenet Franciscus de Calbulo. A costui fu tolto da mwau4Eugenio IV per infeudarlo nel mwau81429 a favore di Andra Lerri di Forlì. Nel mwava1433 lo si trova possesso di mwaveAntonio Ordelaffi che lo tenne fino al mwavi1440 quando fu occupato dalla Santa Sede. Nel mwavm1482 i fiorentini, in lotta contro il Papato, assediarono il castello che fu espugnato solo per il tradimento del castellano. Firenze lo rase al suolo.

Del castello, dopo che fu raso al suolo, non ne rimase tracce se non nella presenza delle fondamenta. Nel luogo si trova oggi una casa colonica eretta sulle sue fondamenta. Poche tracce di basi murarie possono essere rinvenute nei dintorni.

Castello di Villa Salta

Si ergeva nell'attuale località Castellaro di Villa Salta ed era ricordato anche come castello di Salto.

Se ne ha una prima menzione, con il nome di mwavgCastrum Salti, nel mwavk1180 quando apparteneva a Simone di Particeto che in quell'anno lo donava alla chiesa ravennate ma nel mwavo1367 passa in mano ad Uguccione della Faggiola. Dalla famiglia dei Faggiola passò sotto il dominio di Francesco Calboli, come cita Anglico nel mwavs1371: mwavwCastrum Salti parvi situm in quodam parvo Monte, tenet Franciscus de Calbulo. Il Calboli, morendo nel mwav01382, lo cedette, affinché non cadesse in mano ai ghibellini Ordelaffi, al comune di Firenze. Da quel momento se ne perde traccia e non se ne conoscono le sorti.

Il castello sorgeva nei pressi della casa colonica che prende il nome di Castellaro, su uno sperone roccioso sul torrente Trivella. Non ne rimangono evidenti tracce a causa dei lavori agricoli che ne hanno disperse le poche tracce.

Castello di San Cassiano

Il castello di San Cassiano era situato sull'apice del Monte Palareto, a nord-ovest della chiesa di San Cassiano in Pennino.

La prima notizia del mwawyCastrum Sabcti Cassiani risale al mwawc1294 quando, ricordato anche con il nome di mwawgCassiani, apparteneva a Corrado Calboli. Nel mwawk1382 apparteneva a Francesco Calboli il quale, morendo, lo donò, insieme ad altri feudi in suo possesso, al comune di Firenze per evitare che cadesse in mano ai rivali ghibellini Ordelaffi. A Firenze viene sottratto nel mwawo1424 dai mwawsVisconti i quali furono però costretti a cederlo ad mwawwAntonio Ordelaffi. Nel mwaw01440 fu assediato da Guidantonio Manfredi per conto della Santa Sede che dal quel punto in poi lo possedette.

Del castello non esistono più tracce, disperse dai lavori agricoli.

Castello di Valdarca

Il castello sorgeva su uno sperone roccioso circoscritto da un'ansa del fiume Rabbi e che sovrastava l'attuale casa colonica che oggi prende il nome di Valdarca, a sud della località chiamata Bagno.

Un documento del mwaxi1124 ricorda come mwaxmCastrum Vallis de Arche cum tota curte integra era possesso di Lamberto di Castrocaro il quale nel mwaxq1158 lo lasciava in eredità al figlio Bonifacio. Questi lo donava, nel mwaxu1188, alla chiesa ravennate dalla quale passò a quella forlimpopolese. Si sa che nel mwaxy1230 il castello apparteneva al comune di Faenza al quale fu tolto nel mwaxc1269 da Malatesta di Giaggiolo che lo stesso anno lo vendette a Ludovico delle Caminate. Da quel momento se ne perdono tracce e non se ne conosce più il destino.

Il poggio che ospitava il castello presenta poche tracce delle fondamenta che sono andate disperse dai continui lavori agricoli.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Predappio è attraversata della mwaxwstrada provinciale 3 che partendo da Forlì giunge, dopo aver valicato gli mwax0Appennini, a Cavallini, frazione di mwax4San Godenzo. Da Predappio dipartono altre due vie. La prima raggiunge mwax8Rocca San Casciano, passando per Predappio alta e toccando le piccole frazioni del comune, mettendo in comunicazione la SP3 con la mwayaStrada statale 67 Tosco Romagnola. La seconda, passando per mwayeRocca delle Caminate, raggiunge mwayiMeldola raccordandosi alla ex mwaymSS310, oggi SP4 (nel tratto romagnolo di competenza della mwayqProvincia di Forlì-Cesena).

La cittadina è collegata ai centri vicini e a Forlì con regolari servizi di autobus gestiti da mwayySTART Romagna. Un servizio di navetta collega Predappio con la frazione di Predappio Alta.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 17 ottobre 1985 | 19 luglio 1990 | Franco Levi | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 20 luglio 1990 | 23 aprile 1995 | Ivo Marcelli | Partito Comunista Italiano Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Ivo Marcelli | Lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Ivo Marcelli | Lista civica ( PDS / DS ) | Sindaco | |
| 15 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Giuliano Brocchi | Lista civica ( DS / PD ) | Sindaco | |
| 8 giugno 2009 | 25 maggio 2014 | Giorgio Frassineti | Lista civica ( Partito Democratico ) | Sindaco | |
| 26 maggio 2014 | 26 maggio 2019 | Giorgio Frassineti | Lista civica ( Partito Democratico ) | Sindaco | |
| 27 maggio 2019 | in carica | Roberto Canali | Lista civica (Uniti per Predappio) | Sindaco | |

Fonte: Ministero dell'Internocite-ref-25[25].

Sindaco di Predappio per alcuni anni fu l'artista mway8Benito Partisani.

Gemellaggi

• mwazqBreuna, dal 30 maggio mwazu2003
• mwazgKenderes, dal 30 maggio mwazk2003

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwa0imwa0mmwa0qBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwa0udemo.istat.it, mwa0yISTAT.
cite-note-21. Sede comunale, dal 1927 rinominata Predappio
cite-note-divamm-sismica-32. mwa00mwa04mwa08Classificazione sismica (mwa1amwa1eXLS), su mwa1irischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwa1ymwa1cmwa1gTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwa1kmwa1oPDF), in mwa1sciterefmwa1wLeggemwa10 mwa1426 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwa18Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwa2a 151. mwa2eURL consultato il 25 aprile 2012 mwa2i(archiviato dall'mwa2murl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. mwa2cAA. VV., mwa2gmwa2kDizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p.mwa2o 519, mwa2sISBNmwa2w 88-11-30500-4.
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cite-note-204. mwa-wmwa-0mwa-4Copia archiviata, su mwa-8araldicacivica.it. mwa-aURL consultato il 7 dicembre 2016 mwa-e(archiviato dall'mwa-iurl originale il 20 dicembre 2016).
cite-note-2121. Dati tratti da: mwa-ymwa-cmwa-gmwa-kmwa-oPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwa-smwa-wPDF), su mwa-0ebiblio.istat.it, mwa-4ISTAT. mwa-8mwbaamwbaemwbaiPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwbamesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
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cite-note-2323. mwbbaErika Elleri, mwbbemwbbiIl Progetto Ciclope nelle ex Gallerie Caproni, su mwbbmPolistudio, 8 settembre 2015.
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cite-note-2525. mwbbshttp://amministratori.interno.it/

Bibliografia

• mwbb8Museo Arte del Novecento, La terra del Duce, a cura di Associazione Culturale Arte del Novecento, 29 settembre 2013.
• citerefcomune-di-predappioComune di Predappio, Predappio. La prima città di fondazione, a cura di Luca Lambrischi, Giancarlo Gatta, Federica Maltoni, Veronica Bevacqua, Alan Gori e Lucio Moretti, giugno 2022.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.predappio.fc.it.
• citerefsapere-itPredàppio, su sapere.it, De Agostini.